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Riforma ETS europeo: il mio commento su Il Sole 24 Ore

  • Immagine del redattore: Andrea Ronchi
    Andrea Ronchi
  • 10 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo a firma di Chiara Bussi sulla battaglia in corso tra governi europei e Bruxelles sul futuro del sistema ETS. L'articolo include un mio contributo sulla necessità di una riforma strutturale del meccanismo.



Articolo Il Sole 24 Ore sulla riforma ETS europeo con il commento di Andrea Ronchi — CO2 Advisor


Il problema: un sistema che si allontana dal mercato

Nel suo assetto attuale, l'ETS rischia di diventare un fattore critico sia per la competitività dell'industria europea sia per il raggiungimento degli stessi obiettivi di decarbonizzazione. Il progressivo allontanamento dai meccanismi di mercato lo sta rendendo sempre più simile a una carbon tax, con la perdita del principio di efficienza economica che ne aveva determinato il successo.


I risultati dimostrano che il modello originario funzionava

I numeri parlano chiaro: tra il 2005 e il 2025 le emissioni delle aziende italiane soggette all'ETS si sono ridotte del 49%, mentre l'intensità carbonica del fatturato industriale è diminuita di oltre il 20% negli ultimi anni.

L'impostazione originaria era semplice e coerente con i principi di mercato: fissare un tetto alle emissioni e lasciare al sistema degli scambi la scoperta del prezzo, premiando le imprese più efficienti e sostenendo l'innovazione. È questa logica che va preservata.


Tre correttivi prioritari per la riforma dell'ETS Europeo

Nel mio contributo identifico tre interventi strutturali per riportare il sistema alla sua logica originaria.

1. Riequilibrare le allocazioni Tornare verso un criterio di assegnazione prevalentemente gratuita, con volumi decrescenti nel tempo e minore ricorso alle aste.

2. Aprire all'utilizzo dei crediti di CO2 Consentire un utilizzo pragmatico dei crediti di CO2 per una quota del 10-20% degli obblighi ETS, in coerenza con l'Accordo di Parigi e i target climatici europei.

3. Fermare la spirale delle distorsioni Interrompere il ciclo di compensazioni e interventi correttivi che rischiano di ridurre progressivamente l'efficacia economica del meccanismo.


La sfida vera

Non si tratta di indebolire il carbon pricing. Si tratta di preservarne la natura di mercato per mantenere un equilibrio sostenibile tra politica climatica e politica industriale europea.

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