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CO2 oltre i 90 €: cosa significa davvero questo nuovo picco. CO2 Advisor intervistata da Il Sole 24 Ore

  • Immagine del redattore: Andrea Ronchi
    Andrea Ronchi
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Negli ultimi giorni il prezzo della CO₂ nel sistema europeo ETS ha superato nuovamente i 90 €/tonnellata, segnando il valore più alto dall’estate 2023.

Su questo tema sono stato intervistato da Il Sole 24 Ore, che ha dedicato un approfondimento a questo picco e alle sue implicazioni per il mercato del carbonio e per le imprese. Leggi l'articolo su il Sole24Ore


L’ETS europeo era nato come strumento di mercato, basato su scarsità, domanda/offerta e segnali di prezzo efficienti.

Negli ultimi anni, invece, l’Unione Europea lo ha progressivamente trasformato in qualcosa di molto diverso:


🔹 interventi politici continui sull’offerta (MSR, cancellazioni, aggiustamenti ex-ante)


🔹 obiettivi di prezzo impliciti


🔹 crescente uso regolatorio come leva fiscale


🔹 complessità normativa che riduce trasparenza e prevedibilità



Il risultato?


👉 Un sistema che assomiglia sempre meno a un mercato


👉 E sempre di più a una carbon tax mascherata, amministrata e politicamente guidata.



Questo cambio di natura ha conseguenze enormi:



• riduce l’efficienza di allocazione delle risorse (una volta raccolti i proventi delle aste la UE e gli Stati spendono oltre €10.000 per ridurre una tonnellata di CO2)


• aumenta l’incertezza per le imprese


• indebolisce la funzione originaria di stimolo alla decarbonizzazione 


• mina la credibilità del meccanismo come strumento economico



L’Europa ha bisogno di un carbon pricing forte, sì — ma deve decidere cosa vuole:


un mercato vero oppure una tassa complessa travestita da mercato.



Perché se l’ETS perde la sua anima di mercato, perde anche gran parte della sua efficacia.


 
 
 

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