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Europa sceglie il realismo: ETS2 rinviato e più spazio ai crediti di CO2.

  • Immagine del redattore: Andrea Ronchi
    Andrea Ronchi
  • 6 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Il commento di CO₂ Advisor su Il Sole 24 Ore

Sole24Ore del 6/11/2024
Sole24Ore del 6/11/2024

Sole24Ore 6/11/2025 - Il Commento di CO2 Advisor
Sole24Ore 6/11/2025 - Il Commento di CO2 Advisor

L’Europa compie una svolta di realismo climatico.Nel nuovo accordo sul target 2040 — che fissa l’obiettivo di –90% di emissioni rispetto al 1990 — Bruxelles introduce due elementi di flessibilità finora assenti:

  • la possibilità di coprire fino al 5% delle riduzioni tramite crediti internazionali di CO2;

  • un ulteriore 5% per gli Stati membri, oltre al rinvio di un anno della fase di mercato dell’ETS2.

Come ha riportato oggi Il Sole 24 Ore in prima pagina, questa evoluzione è significativa:

“Il ritardo di un anno della fase di mercato dell'ETS2 sembra prodromico a una revisione della norma” spiega Andrea Ronchi, fondatore di CO2 Advisor.“La proposta di alzare al 5% per la UE più al 5% per gli Stati membri l'utilizzo dei crediti internazionali di CO2 per perseguire il target 2040 è in linea con le previsioni dell’art.6 dell’Accordo di Parigi, oggetto di negoziazione proprio la prossima settimana alla COP di Belém.”“Per l’ETS2 le aziende possono sperare in un cambio di direzione: da carbon tax a sistema di mercato.”

Un cambio di paradigma: dal rigore astratto al pragmatismo efficace

Come abbiamo scritto nel nostro post su LinkedIn di ieri — ripreso oggi dai principali media — l’ETS2, nella sua formulazione attuale, rischiava di diventare una tassa sul carbonio più che un vero mercato. Il rinvio apre la strada a una riprogettazione che possa restituirgli la sua funzione originaria:

  • creare segnali di prezzo chiari,

  • incentivare innovazione e efficienza,

  • garantire una transizione giusta per famiglie e PMI.

La nuova apertura ai meccanismi flessibili internazionali rappresenta inoltre un riconoscimento cruciale: i mercati del carbonio — quando ben regolati — sono strumenti insostituibili per accelerare la decarbonizzazione e orientare gli investimenti.


E ora? Anche gli standard volontari dovranno allinearsi

Questo passaggio segna un punto di non ritorno.Le istituzioni europee riconoscono finalmente che i crediti di CO2 sono parte della soluzione, non un elemento da escludere.

Di conseguenza, anche gli standard volontari come SBTi non potranno più ignorare questa evoluzione:per garantire coerenza tra ambizione e realismo, dovranno aprirsi all’uso dei meccanismi flessibili previsti dall’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi, come parte integrante dei percorsi di decarbonizzazione aziendale. Ambizione alta, strumenti intelligenti

Non è una ritirata, ma un reset strategico:più ambizione, ma con strumenti finalmente in grado di renderla realizzabile.

L’Europa sceglie di passare dalla rigidità ideologica alla concretezza operativa — e per chi, come CO₂ Advisor, ha sempre creduto nell’importanza dei meccanismi flessibili introdotti dal Protocollo di Kyoto — i crediti di CO2 e i mercati del carbonio — come strumenti essenziali per affrontare le sfide della decarbonizzazione aziendale, questo è il segnale che la direzione intrapresa è finalmente quella giusta.

1 commento


Luca Emilio MAgnoni
Luca Emilio MAgnoni
06 nov 2025

caro Ronchi, salutiamo con grande favore questa svolta di realismo in seno alle nostre istituzioni europee che fino ad oggi avevano dato prova di una limitata comprensione (a voler essere buonisti e quindi escludendo ragioni legate agli interessi di parte) del quadro generale dei mercati della CO2 e delle loro dinamiche... che dunque il mercato volontario della CO2 in europa abbia finalmente spazio e mezzi per svilupparsi e che si possa integrare sempre più con l'ETS! 💪

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