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ETS 2: il nuovo mercato europeo della CO2. Il mio intervento su Milano Finanza

  • Immagine del redattore: Andrea Ronchi
    Andrea Ronchi
  • 15 ott 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Milano Finanza ha pubblicato il 15 ottobre 2024 un articolo a firma di Emerick De Narda sul nuovo sistema europeo ETS 2 per lo scambio dei permessi di emissione. L'articolo include un mio contributo sul funzionamento del nuovo meccanismo e sulle sue implicazioni per operatori e cittadini. Di seguito una sintesi dei punti principali.



Screenshot articolo Milano Finanza del 15 ottobre 2024 — ETS 2 trading CO2 con intervento di Andrea Ronchi fondatore CO2 Advisor

La luna, non il dito


Nel dibattito pubblico italiano si parla molto di accise sulla benzina. Nel frattempo, gli operatori finanziari più sofisticati stanno già studiando strategie operative sul nuovo mercato europeo ETS 2. È la differenza tra chi guarda il dito e chi vede la luna.


Cosa è l'ETS 2 e quando entra in vigore


Da gennaio 2025 è partita la prima fase del nuovo sistema europeo di scambio dei permessi di emissione ETS 2, introdotto nell'ambito del pacchetto di riforme "Fit for 55". Il sistema si affianca all'ETS già esistente ma ha un impatto molto più diretto sui cittadini: riguarda i carburanti fossili alla pompa e le bollette del gas per il riscaldamento.

Dal 2027 avrà inizio la vera e propria fase di scambio sul mercato: ogni soggetto obbligato dovrà detenere un permesso di emissione per ogni tonnellata di CO2 monitorata e verificata nell'anno precedente.


Una carbon tax europea mascherata da mercato


L'ETS 2 si chiama Emission Trading Scheme 2, ma si può leggere anche come carbon tax europea. Con il pretesto dell'agenda green, l'Europa sembra essere riuscita ad aggirare i vincoli dei Trattati Comunitari che dovrebbero tutelare la sovranità fiscale degli Stati Membri.

Una differenza strutturale rispetto all'ETS 1: nell'ETS 2 i permessi di emissione saranno collocati sul mercato esclusivamente tramite asta, nessuna quota gratuita. I permessi ETS 2 (EUA 2) non saranno fungibili con quelli dell'ETS 1 (EUA): si formerà un prezzo separato e i due mercati non comunicano tra loro.


L'impatto sui prezzi: tra dichiarazioni ufficiali e stime di mercato



L'Unione Europea ha dichiarato che il volume di permessi distribuiti comporterà aumenti di circa €0,10 per litro di benzina e diesel. I principali produttori e distributori di carburanti e gli analisti di settore stimano invece un impatto compreso tra €0,50 e €0,80 per litro entro il 2030, con un prezzo dei permessi di emissione che potrebbe superare i €200 per tonnellata di CO2, superando quello dell'ETS 1.


Le quotazioni EUA al momento dell'articolo


Al momento della pubblicazione, ottobre 2024, il contratto forward EUA DEC24 quotava intorno a €64 per tonnellata, in calo dai €87 segnati nell'ottobre 2023. La discesa era causata dal rallentamento della produzione industriale europea, Germania in primo piano, e dalla produzione record di energia rinnovabile nel 2024, trainata da volumi eccezionali di produzione idroelettrica.

Un livello tecnico fondamentale si trovava a €53 per tonnellata: la sua tenuta o violazione avrebbe potuto determinare un movimento direzionale significativo verso €80 o, al contrario, verso €30

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