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  • Immagine del redattoreAndrea Ronchi

I crediti di CO2 come strumento ufficiale di decarbonizzazione delle emissioni di scope 3

Aggiornamento: 18 giu

In data 11 Aprile 2024 l’SBTi (Science Based Targets initiative, l’organismo internazionale per l’azione a favore del clima che fissa gli standard per le aziende e le istituzioni finanziarie di tutto il mondo che vogliono svolgere il proprio ruolo nella lotta alla crisi climatica) ha dichiarato in uno statement che i crediti di CO2 possono essere utilizzati allo scopo di abbattimento delle proprie emissioni di Scope 3.


Cosa sono le emissioni di scope 3 e perché è così importante?


Per calcolare la Carbon footprint di un'organizzazione occorre calcolare:


  • le emissioni dirette (SCOPE 1)

  • quelle indirette generate all’interno della propria organizzazione (SCOPE 2) e

  • quelle indirette che invece vengono generate a monte e valle della propria filiera (SCOPE 3). 


Queste analisi devono essere realizzate con un approccio cosiddetto LCA, Life Cycle Assessment, poiché appunto bisogna misurare gli impatti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto/servizio. 


A Gennaio 2024 l’SBTi aveva annunciato che rivedere le linee guida del Corporate Net-Zero Standard era una priorità e questa revisione avrebbe incluso nuove linee guida in merito alla gestione delle emissioni di SCOPE 3.


Infatti, dopo una consultazione, non ha tardato ad annunciare che, se adeguatamente supportato da politiche, standard e procedure basate su prove scientifiche, l’uso di certificati ambientali a fini di abbattimento delle emissioni Scope 3 può essere utilizzato come ulteriore strumento per contrastare il cambiamento climatico.


Ciò comporterà la definizione da parte di SBTi di specifici “confini" e regole da applicare nel rispetto dei principi di gerarchia di mitigazione (la prima bozza sarà emessa entro luglio 2024) e consentirà a tutti gli enti di convalida di avere un accesso chiaro e una comprensione completa dei limiti dal punto di vista della domanda e delle regole stabilite da SBTi a tale scopo.


SBTi ha affermato di considerare questo passo un modo per accelerare la decarbonizzazione delle catene del valore con una logica di compensazione, mentre le aziende cercano di eliminare alla radice le emissioni di carbonio attraverso l’innovazione e i miglioramenti tecnologici.


Per noi operatori del settore e in generale per il rispetto gli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2050, si tratta di un passo di assoluto buon senso: riuscire a ridurre le emissioni dell’intera catena del valore non sempre è possibile, talvolta è addirittura molto difficile calcolarne l’impatto.


Questa soluzione consente di incentivare chi riesce a decarbonizzare al minor costo marginale e avvicina il raggiungimento dell’obbiettivo.

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